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Alice canta Pasolini
Al
Principe
[musica Mino Di Martino]
Se torna il sole Se discende la sera
Se la notte ha un sapore di notti future
Se un pomeriggio di pioggia sembra tornare
Dai tempi troppo amati mai avuti del tutto
Io non sono più felice
Di goderne né di soffrirne
Perché non sento più davanti a me tutta la vita
Per essere poeti
Bisogna avere molto tempo
Ore e ore di solitudine
Sono il solo modo perché si formi qualcosa
Che è forza, abbandono, vizio e libertà
Per dare stile al caos
Io di tempo ormai ne ho poco
Per colpa della morte
E un po' anche di questo mondo
Così umano che ai poveri toglie il pane
Ai poeti, la pace
Per essere poeti
Bisogna avere molto tempo
Ore e ore di solitudine
Sono il solo modo perché si formi qualcosa
Che è forza, abbandono, vizio e libertà
Per dare stile al caos.
Febbraio
[musica Mino Di Martino]
Trasparente come l'anima
Un giorno di febbraio
Allineava nell'azzurro
I campi nudi i monti, il mare
E' venuta l'estate,
E piena come un corpo
Ha ricoperto tutto
Ogni angolo era una tana
Poi è tornato febbraio
Dunque era il tornare
Che faceva del tempo
Un nulla un bene e un male
E dentro quel cerchio
L'amore per se stessi
Trovava che tutto
Gli assomigliava
Poi è tornato febbraio
Dunque era il tornare
Che faceva del tempo
Un nulla un bene e un male
E dentro quel cerchio
L'amore per se stessi
Trovava che tutto
Gli assomigliava
Dentro quel cerchio
L'amore per se stessi
Trovava che tutto gli assomigliava.
La
Recessione
[musica Mino Di Martino]
Rivedremo calzoni coi rattoppi
Rossi tramonti sui borghi
Vuoti di macchine
Pieni di povera gente
Che sarà tornata da Torino o dalla Germania
I vecchi saranno padroni dei loro muretti
Come poltrone di senatori
Ei bambini sapranno che la minestra è poca
E che cosa significa un pezzo di pane
E la sera
Sarà più nera della fine del mondo
E di notte sentiremmo i grilli o i tuoni
E forse qualche giovane
Tra quei pochi tornati al nido
T tirerà fuori un mandolino
L’aria saprà di stracci bagnati
tutto sarà lontano
treni e corriere passeranno ogni tanto
come in un sogno
E città grandi come mondi
saranno piene di gente che va a piedi
con i vestiti grigi
e dentro gli occhi
una domanda che non è di soldi ma è solo d’amore
soltanto d’amore
Le piccole fabbriche
sul più bello di un prato verde
nella curva di un fiume
nel cuore di un vecchio bosco di querce
crolleranno un poco per sera
muretto per muretto
lamiera per lamiera
E gli antichi palazzi
saranno come montagne di pietra
soli e chiusi com’erano una volta
E la sera sarà più nera della fine del mondo
e di notte sentiremmo i grilli o i tuoni
L’aria saprà di stracci bagnati
tutto sarà lontano
treni e corriere passeranno
ogni tanto come in un sogno
E i banditi avranno il viso di una volta
con i capelli corti sul collo
e gli occhi di loro madre
pieni del nero delle notti di luna
e saranno armati solo di un coltello
Lo zoccolo del cavallo
toccherà la terra
leggero come una farfalla
e ricorderà ciò che è stato il silenzio il mondo
e ciò che sarà.
"La meglio gioventù" 1974

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