I Concerti


Roma 2000

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26 Aprile 2000 - Silvia

Il treno per Roma era colmo di viaggiatori che forse tornavano nelle loro città dopo la breve vacanza. Io, invece, non tornavo...con l'animo pervaso di felicità stavo per arrivare... Ho perso per un soffio un autobus e per un soffio ho perduto l'incontro con lei che fino a qualche minuto prima sedeva ad un tavolino del bar di fronte al teatro insieme a Cristina. Il tempo ieri è trascorso troppo velocemente, l'attesa non era attesa... Attorno a me, insieme a me, persone diverse, voci confuse che s'incrociano parlando di lei, della sua voce, della musica, della bellezza, dell'amore... Siamo qui, tutti per lei; nello sguardo di Mariella, di Cristina e degli altri scorgo lo stesso bagliore intravisto all'improvviso nei miei occhi riflessi nella vetrina del teatro. Sono qui, una gioia immensa mi scuote dall'interno, forse non espressa, ma percettibile. Il teatro è piccolo e molto bello, e purtroppo molte persone sono lì in prima fila a dare solo sfoggio di sé, ad apparire senza ascoltare e vivere le emozioni di una voce che è davvero un dono del Cielo. Questa voce pervade tutto il mio essere, mi scuote, i sensi sono tesi a cogliere le sfumature, le vibrazioni, l'emozione che lei prova nel cantare e che traspare da ogni suo gesto. La sua voce...mi avvolge completamente e mi coinvolge, mi sento cullare e poi trascinare, senza opporre resistenza, im un mondo ricco di sensazioni, di pensieri rassicuranti, a tratti sconosciuti... Aspetto quasi con ansia "Orleans", so che stupirà la platea attraversando il corridoio centrale e cantando...in quell'attimo le nostre vite si sfioreranno più dappresso.. La musica preannuncia i suoi passi silenziosi tra di noi, nel buio della platea dolcemente si intravede la sua esile figura che si fa sempre più vicina. Da lontano mi raggiunge ancora una voce splendida, non filtrata dai microfoni, e mi tocca il cuore, come sempre. Si, il mio cuore, batte con regolarità, tranquillamente, ma è solo una calma apparente. Gli occhi rapiti dalla sua bellezza, dall'eleganza, dalla dolcezza del volto e le mani fremono sulla macchina fotografica, mi resta l'illusione di poter fermare in un'immagine quel che forse le parole non riescono a descrivere. Qualche attimo di tensione, "...la pioggia di settembre risveglia i vuoti della mia stanza...", Alice si accascia alla tastiera, sembra quasi una posa, ma non può essere...la musica si ferma. Claudio accorre sul palco e l'aiuta ad alzarsi; una pausa accompagnata da un brusio sommesso della platea... Torna da noi, si scusa, è capitato, e un lungo e caldo applauso l'avvolge e le dà la forza di regalarci ancora un'emozion. Ora tutto è finito, la mia felicità è velata da una tristezza fastidiosa.. Ma ecco, esce dal retro del teatro sorretta da qualcuno, si ferma ancora con noi, ci sorride, e ripete che noi siamo grandi, ringrazia..Grazie a te Alice che a me doni la felicità assoluta.
C'è chi pensa che amare così una "cantante" sia una forma d'immaturità, una follia..Bene, allora sono folle...ma felice.
SF

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Un Angelo sopra Roma di Cristina

L’orologio segna le 9 ed io sono già a Roma. Questa città, sempre splendida, ha in questo giorno un profumo e un sapore speciali. Mi piace esplorare i luoghi in cui Carla tiene un concerto e se già li conosco (come in questo caso) in occasione di tale evento acquistano un colore nuovo, profondamente mio. Magicamente posseduta dall’emozione dell’attesa cammino per le bellissime strade di Roma facendone mio ogni angolo e consegnandolo all’eternità grazie all’obiettivo della mia inseparabile amica, la macchina fotografica. Il sole mi accarezza e sento in me una pace infinita. Percepisco che è lo stato d’animo giusto per prepararmi al concerto, soprattutto ad un concerto come God is my d.j.. Trascorro così tutta la mattinata e nel pomeriggio condivido la gioia che sento crescere in me con persone carissime che sono lì, a pochi passi dal Teatro Valle, per lo stesso motivo. Alle 20,30 si aprono le porte del teatro. Ad eccezione delle prime file che, come spesso purtroppo accade, sono riservate per lo più a gente indegna di ogni qualifica, il teatro è pieno di persone che amano Carla e la sua Musica. Nella mezz’ora che precede il concerto incontro persone nuove che mi sembra di conoscere da una vita e ritrovo volti di amici con i quali ho già condiviso le stesse emozioni (un saluto speciale a Stefano Pezzuto). Alle 21 le luci si spengono e dopo le prime note di Yesus blood never failed me yet appare sulla scena Carla, splendida sacerdotessa del Bello, sospendendo il tempo. Con i sensi rapiti dalla sua Voce mi abbandono a momenti che vorrei non finissero mai. Magistrale l’interpretazione di Where will I be? Non l’avevo mai sentita dal vivo. Un pezzo molto difficile che Carla esegue con una passione a dir poco travolgente. Il sole nella pioggia è il pezzo che mi regala le emozioni più intense. Ho sempre amato quel brano, ma questa sera, non so perché, mi cattura  con più forza. Quando si riaccendono le luci la Musica continua nel suggestivo sottofondo di Unehiireke. Con il cuore colmo di Lei penso già a luglio. E mentre passano le ore mi soffermo ad ascoltare, con immensa gratitudine verso Carla, l’alternarsi in me di gioia e desiderio:   gioia per quanto ho appena vissuto e  desiderio che tutto questo si ripeta al più presto. Vorrei concludere con un ringraziamento particolare ad Emanuela Losi per la sua grandissima gentilezza e disponibilità!
 
Cristina

Conversano 1999

11 Dicembre 1999 - Anna
L'ho pubblicato senza chiedere il permesso all'autrice perchè mi piaceva. giorgia.


All'ombra della luce dei miei giorni normali, un pò sì un pò no, in definitiva inutili, ho ascoltato Alice nella basilica romanica di Conversano. Aveva freddo, nella sua camicina di seta indiana. La sua voce stagliava nell'abside frammenti di luce, calling all angels. In piedi, abbracciata a una colonna di marmo, ero là.
Anna

11 Dicembre 1999 - Maria
L'ho pubblicato come mi è arrivato in e-mail. giorgia.


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Esiste una differenza tra un Camel trophy o una prova di sopravvivenza ed i concerti della Bissi, secondo voi??? A mio parere no e mi spiego.Tutto inizia con il tam tam, oggi grazie ai potenti mezzi, via rete, con voci ed echi che rimbalzano da una parte all’altra dell’Italia dicendo che Lei sarà qua o là, o altrove, in data più o meno precisa, in luogo da definire, chissà, è probabile, è possibile.E già questo mette a dura prova il nostro equilibrio psicologico, la nostra sanità mentale, la nostra capacità intellettiva, perché ovviamente, non si può perennemente vivere nel dubbio amletiano: c’è il concerto della Bissi o non c’è il concerto della Bissi ??Siccome poi di concerti la Nostra ne fa talmente pochi, quei pochi bisogna assolutamente riuscire a seguirli. Ed ecco che tutte le nostre risorse vengono messe al lavoro per cercare di scoprire l’arcano… Comunque sia, è anche divertente tutta l’attività che precede i fatidici giorni consacrati alla nostra Carletta. Perché poi, diciamocelo, non appena si spengono le luci sull’altare (non per essere blasfemi, ma di recente è così) e compaiono i nostri eroi, ci si dimentica di tutte le fatiche precedenti. Come al solito, quindi, ho atteso il 30.11 per il concerto di Pordenone, data a me congeniale vista la breve distanza, ma che pur tuttavia è stata degna della tradizione, se non altro per lo strano metodo di vendita di biglietti, nonché per la quasi totale mancanza di promozione su qualsiasi organo di stampa della zona. Credo che a Pordenone non sia comparso nemmeno uno straccio di manifesto che rendesse pubblico l’evento. Credo che finirò i miei giorni senza riuscire a scoprire a chi si deve la difficoltà nel trovare notizie sui concerti della Bissi, se è colpa del suo management o di chi altro. Ma la cosa è cronica. Tornando a Pordenone, là ho incontrato la mitica Cristina, con le devote Alessandra e Katia la tedesca, che dalle prime ore del pomeriggio indefessamente assistevano alle prove della Bissi, praticamente durate tutto il pomeriggio. Questo per me era il secondo concerto del God is my dj, dopo la data estiva a Cividale del Friuli. Di diverso c’era che si è svolto in un auditorium, per cui all’inizio ero un po’ scettica sul risultato finale, in quanto il luogo non era ugualmente evocativo come una chiesa, e l’acustica avrebbe potuto risentirne. Invece, per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, la musica non ne ha risentito affatto, ed anzi la Bissi è apparsa in ottima forma vocale, con un’emozionante versione, tra le altre, di Il sole nella pioggia, come di tutto il resto del repertorio, ormai collaudato. Che dire, è difficile trovare le parole per trasmettere le emozioni di un concerto così particolare come God is my dj, dove le musiche antiche si intrecciano alle melodie moderne, di diverso respiro, creando però un’atmosfera unica e magica, dove il filo che unisce il sacro ed il profano, l’antico ed il moderno, autori diversi ed eterogenei è dato dalla voce e dalla interpretazione assolutamente perfette di una grandissima artista. Questo viaggio di ricerca e di sperimentazione è stato ed è sicuramente difficile, come scrive anche Francesco Messina all’interno del mitico cd appena uscito, e sicuramente la capacità interpretativa di Carla, insieme alla bravura dei suoi musicisti ed grazie anche a Francesco stesso hanno reso possibile il realizzarsi di questo progetto, che dovrebbe trovare ben più posto anche a livello di promozione e di pubblicità. Purtroppo però le cose belle finiscono presto, e quando le luci si riaccendono resta il desiderio di avere la possibilità di poter riprovare le stesse emozioni prima o dopo. Ogni tanto la Bissi esagera e così pochi giorni dopo il fatidico 30 novembre, il tam tam annuncia che forse ci saranno dei concerti in Puglia. Cribbio, la Puglia è un po’ lontana per chi come me vive alle porte di Udine, ma insomma, se vieni tu vengo anch’io, e con il solito tran tran bissiano, della serie è sicuro che c’è o no, prenoto l’aereo per sabato 11.12 destinazione Bari, per poi proseguire per Conversano. A me tutto sommato è andata anche bene, ringraziando una volta tanto l’Alitalia perché non c’erano scioperi, perché tutto era in perfetto orario. Ma l’indomita Cristina si è fatta un viaggio incubo tutta la notte in piedi, a fuoco lento grazie alle mitiche ferrovie dello stato. Conversano è un paesello in mezzo alla campagna credo, o qualcosa di simile, mi scusino i pugliesi, che ho raggiunto a bordo di una Twingo noleggiatami da un ragazzo che sarebbe venuto poi al concerto. I casi della vita. La giornata era abbastanza bella, fino alle 17.00 circa, poi il tempo è un po’ peggiorato, ma la stoica triade (oltre a me e Cristina c’era anche la “crucca”) ha resistito immagazzinando tutto l’umido possibile nell’attesa della Bissi. Che questa volta si è fatta ben attendere, raggiungendo la bellissima chiesa alle 19.00 passate, provando pochissimo, “prendendosela” con il microfono, con la tastiera che faceva le bizze, e congelandosi… Una cosa è certa, non si possono fare questi concerti nelle chiese prive di riscaldamento a metà dicembre!!! Una cosa che ci ha fatto piuttosto incavolare è stato quello di scoprire che le prime 5 o 6 file di posti erano tutti riservati per non si sa bene quali personaggi, ai quali di sicura della Bissi non importava molto, certo meno che a noi. Una di tali personaggi ha perfino osato confondere la nostra con la ex moglie di Riccardo Fogli, non so se mi spiego, e colei se ne stava seduta davanti a me, a momenti la meno… A parte ciò, la chiesa in questione era molto bella, ed ha reso ancora più intenso e suggestivo il concerto. Bello anche l’effetto delle luci, pur nella sua semplicità, particolare che per esempio a Cividale non c’era in quanto allora il concerto si era tenuto la sera presto ed essendo estate l’interno era troppo illuminato. Caldissimo il pubblico numeroso che ha affollato la chiesa in ogni angolo. Questa volta qualche manifesto in giro l’abbiamo visto !!! Il bis è stato come sempre la bellissima Calling all angels, ma data la temperatura glaciale e la tenuta inadeguata della nostra, che correva non appena poteva a sedersi e a mettersi il giubbotto nel vano tentativo di scaldarsi, non si è andato oltre al primo bis. Giusto il tempo di andare a salutarla in canonica, luogo dal quale non riuscivamo quasi ad uscire a causa di tutti quelli che si erano assembrati alla porta, prima di avviarci alla ricerca di un luogo dove pasteggiare, perché si può vivere anche di sola musica, ma anche lo stomaco vuole la sua parte, ogni tanto !!!!! Alla fine resterebbe solo il desiderio di restare a seguire anche le altre date, ma purtroppo il dovere ci richiama, per vivere bisogna, ahimè anche lavorare, e non c’era nemmeno lo sciopero degli aerei come scusa per non tornare. Nell’augurarci un 2000 pieno di Bissi, vorrei salutare in particolare modo ovviamente Cristina e Katia, la Bissi se per caso passa per questo sito, tutti i musicisti, specie il Simone che è quello più disponibile. Alla prossima avventura.Esiste una differenza tra un Camel trophy o una prova di sopravvivenza ed i concerti della Bissi, secondo voi??? A mio parere no e mi spiego. Tutto inizia con il tam tam, oggi grazie ai potenti mezzi, via rete, con voci ed echi che rimbalzano da una parte all’altra dell’Italia dicendo che Lei sarà qua o là, o altrove, in data più o meno precisa, in luogo da definire, chissà, è probabile, è possibile. E già questo mette a dura prova il nostro equilibrio psicologico, la nostra sanità mentale, la nostra capacità intellettiva, perché ovviamente, non si può perennemente vivere nel dubbio amletiano: c’è il concerto della Bissi o non c’è il concerto della Bissi ?? Siccome poi di concerti la Nostra ne fa talmente pochi, quei pochi bisogna assolutamente riuscire a seguirli. Ed ecco che tutte le nostre risorse vengono messe al lavoro per cercare di scoprire l’arcano… Comunque sia, è anche divertente tutta l’attività che precede i fatidici giorni consacrati alla nostra Carletta. Perché poi, diciamocelo, non appena si spengono le luci sull’altare (non per essere blasfemi, ma di recente è così) e compaiono i nostri eroi, ci si dimentica di tutte le fatiche precedenti. Come al solito, quindi, ho atteso il 30.11 per il concerto di Pordenone, data a me congeniale vista la breve distanza, ma che pur tuttavia è stata degna della tradizione, se non altro per lo strano metodo di vendita di biglietti, nonché per la quasi totale mancanza di promozione su qualsiasi organo di stampa della zona. Credo che a Pordenone non sia comparso nemmeno uno straccio di manifesto che rendesse pubblico l’evento. Credo che finirò i miei giorni senza riuscire a scoprire a chi si deve la difficoltà nel trovare notizie sui concerti della Bissi, se è colpa del suo management o di chi altro. Ma la cosa è cronica. Tornando a Pordenone, là ho incontrato la mitica Cristina, con le devote Alessandra e Katia la tedesca, che dalle prime ore del pomeriggio indefessamente assistevano alle prove della Bissi, praticamente durate tutto il pomeriggio. Questo per me era il secondo concerto del God is my dj, dopo la data estiva a Cividale del Friuli. Di diverso c’era che si è svolto in un auditorium, per cui all’inizio ero un po’ scettica sul risultato finale, in quanto il luogo non era ugualmente evocativo come una chiesa, e l’acustica avrebbe potuto risentirne. Invece, per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, la musica non ne ha risentito affatto, ed anzi la Bissi è apparsa in ottima forma vocale, con un’emozionante versione, tra le altre, di Il sole nella pioggia, come di tutto il resto del repertorio, ormai collaudato. Che dire, è difficile trovare le parole per trasmettere le emozioni di un concerto così particolare come God is my dj, dove le musiche antiche si intrecciano alle melodie moderne, di diverso respiro, creando però un’atmosfera unica e magica, dove il filo che unisce il sacro ed il profano, l’antico ed il moderno, autori diversi ed eterogenei è dato dalla voce e dalla interpretazione assolutamente perfette di una grandissima artista. Questo viaggio di ricerca e di sperimentazione è stato ed è sicuramente difficile, come scrive anche Francesco Messina all’interno del mitico cd appena uscito, e sicuramente la capacità interpretativa di Carla, insieme alla bravura dei suoi musicisti ed grazie anche a Francesco stesso hanno reso possibile il realizzarsi di questo progetto, che dovrebbe trovare ben più posto anche a livello di promozione e di pubblicità. Purtroppo però le cose belle finiscono presto, e quando le luci si riaccendono resta il desiderio di avere la possibilità di poter riprovare le stesse emozioni prima o dopo. Ogni tanto la Bissi esagera e così pochi giorni dopo il fatidico 30 novembre, il tam tam annuncia che forse ci saranno dei concerti in Puglia. Cribbio, la Puglia è un po’ lontana per chi come me vive alle porte di Udine, ma insomma, se vieni tu vengo anch’io, e con il solito tran tran bissiano, della serie è sicuro che c’è o no, prenoto l’aereo per sabato 11.12 destinazione Bari, per poi proseguire per Conversano. A me tutto sommato è andata anche bene, ringraziando una volta tanto l’Alitalia perché non c’erano scioperi, perché tutto era in perfetto orario. Ma l’indomita Cristina si è fatta un viaggio incubo tutta la notte in piedi, a fuoco lento grazie alle mitiche ferrovie dello stato. Conversano è un paesello in mezzo alla campagna credo, o qualcosa di simile, mi scusino i pugliesi, che ho raggiunto a bordo di una Twingo noleggiatami da un ragazzo che sarebbe venuto poi al concerto. I casi della vita. La giornata era abbastanza bella, fino alle 17.00 circa, poi il tempo è un po’ peggiorato, ma la stoica triade (oltre a me e Cristina c’era anche la “crucca”) ha resistito immagazzinando tutto l’umido possibile nell’attesa della Bissi. Che questa volta si è fatta ben attendere, raggiungendo la bellissima chiesa alle 19.00 passate, provando pochissimo, “prendendosela” con il microfono, con la tastiera che faceva le bizze, e congelandosi… Una cosa è certa, non si possono fare questi concerti nelle chiese prive di riscaldamento a metà dicembre!!! Una cosa che ci ha fatto piuttosto incavolare è stato quello di scoprire che le prime 5 o 6 file di posti erano tutti riservati per non si sa bene quali personaggi, ai quali di sicura della Bissi non importava molto, certo meno che a noi. Una di tali personaggi ha perfino osato confondere la nostra con la ex moglie di Riccardo Fogli, non so se mi spiego, e colei se ne stava seduta davanti a me, a momenti la meno… A parte ciò, la chiesa in questione era molto bella, ed ha reso ancora più intenso e suggestivo il concerto. Bello anche l’effetto delle luci, pur nella sua semplicità, particolare che per esempio a Cividale non c’era in quanto allora il concerto si era tenuto la sera presto ed essendo estate l’interno era troppo illuminato. Caldissimo il pubblico numeroso che ha affollato la chiesa in ogni angolo. Questa volta qualche manifesto in giro l’abbiamo visto !!! Il bis è stato come sempre la bellissima Calling all angels, ma data la temperatura glaciale e la tenuta inadeguata della nostra, che correva non appena poteva a sedersi e a mettersi il giubbotto nel vano tentativo di scaldarsi, non si è andato oltre al primo bis. Giusto il tempo di andare a salutarla in canonica, luogo dal quale non riuscivamo quasi ad uscire a causa di tutti quelli che si erano assembrati alla porta, prima di avviarci alla ricerca di un luogo dove pasteggiare, perché si può vivere anche di sola musica, ma anche lo stomaco vuole la sua parte, ogni tanto !!!!! Alla fine resterebbe solo il desiderio di restare a seguire anche le altre date, ma purtroppo il dovere ci richiama, per vivere bisogna, ahimè anche lavorare, e non c’era nemmeno lo sciopero degli aerei come scusa per non tornare. Nell’augurarci un 2000 pieno di Bissi, vorrei salutare in particolare modo ovviamente Cristina e Katia, la Bissi se per caso passa per questo sito, tutti i musicisti, specie il Simone che è quello più disponibile. Alla prossima avventura.
Maria

Alice in concerto

Per informazioni su queste date rivolgersi  a Agenzia Time Zone tel. 080 / 5581587.
Grazie a Gianni per l'informazione
abaradan@freemail.it

11 DICEMBRE Conversano (BA) "Cattedrale"
12 DICEMBRE Alberobello chiesa dei "Santi Medici"
13 DICEMBRE Altamura "Duomo"
14 DICEMBRE Ruvo di Puglia "chiesa di San Domenico"

I concerti sono gratuiti e le date sono state prese al dettaglio dai quotidiani dopo la conferenza stampa tenuta da Alice alla Rotonda della Besana a Milano per la presentazione del CD "God is my D. J.". giorgia

Grazie anche a Cristina per le informazioni.

Clusone 1992

Mi è arrivato via e-mail e nonostante sia un concerto del 92 ho voluto che trovasse il suo posto insieme ai più recenti perchè comunque un racconto su un concerto di Alice da sempre emozioni! g.

11 Settembre 1992 -Marino
Avevo già visto diversi concerti prima di quella data ma quello di Clusone (BG). L’11 sette 92, mi rimarrà impresso nella memoria (e nel cuore) per sempre. Era uscito già da due mesi l’album "Mezzogiorno sulle Alpi" e aspettavo con impazienza l’inizio della tournée ma, come accade spesso con gli organizzatori dei concerti di Alice, è molto difficile sapere le date con un margine di anticipo tale da poter organizzare gli spostamenti. Unica traccia: un articolo su un noto mensile musicale segnalava una serata per l’8 luglio a Forlì in P.zza Saffi e altre date più lontane da me, che abito in provincia di Siena. Telefono a Forlì ma nessuno sa niente: Né all’ufficio turistico, né negli alberghi, né nei negozi di dischi. Ero a dir poco disperato. Mi ricordavo ancora il concerto al teatro Colosseo di Torino l’8 12 90. Avevo vinto 2 biglietti ad un concorso radiofonico e non ero potuto andare a causa di uno sciopero ferroviario. Ora dovevo andare, a qualsiasi costo, ma come fare? Chiamo il comune della città Romagnola e mi affermano che il concerto si è già tenuto il 5 al palazzetto. E ora? Non mi restava che partire per la città in cui si teneva la data seguente e.. meno male che mi decisi e partii! Così, la mattina dell’11 presi un treno per Firenze, da lì un espresso per Milano partito da Agrigento il giorno prima arrivando sotto le volte della stazione centrale addirittura in anticipo. Che fortuna! E invece no! Il regionale per Bergamo aveva 40 minuti di ritardo causa maltempo, la campagna bergamasca era tutta allagata, l’Adda era straripato. A Bergamo sbagliai autostazione ma riuscii lo stesso a prendere l’autobus giusto anche se con abbondante ritardo, sotto un acquazzone torrenziale. Però, man mano che salivamo in Val Seriana il tempo migliorava, spuntava il sole lasciando le nubi più in basso e asciugando la pioggia. Forse era il primo segnale che tutto sarebbe andato per il meglio ma anche se, ormai, l’aria era tersa nel cielo, non avevo ancora la certezza che il concerto ci fosse veramente e che l’hotel avesse conservato la stanza prenotata. Insomma: tutto era ancora incerto. Il primo manifesto di Alice lo vidi solo sul muro dell’ultimo tornante prima di entrare in Clusone. Belle erano le pinete, molto il traffico e il passeggio come si confà ad un sabato d’estate. Mi precipitai in albergo e mi ritrovai in un ambiente accogliente e familiare; dopo un bagno fatto per cancellare la stanchezza di 12 ore di viaggio (dalle 5 alle 17) esco in cerca di certezze percorrendo un viale in vista delle Prealpi Orobiche. In un negozio di dischi mi dissero che i biglietti erano già stati ritirati (ne avevano prevenduti solo 64) e che avrei potuto ritirare il tagliando direttamente all’ingresso. Salii verso il paese e… fu una vera sorpresa, non credevo che fosse così carino. Le chiesette romantiche, i balconi di ferro battuto pieni di geranei e l’affresco del trionfo della morte, che è l’opera d’arte che rappresenta il paese. Quella danza macabra mi apparve allegra, quegli scheletri che ballano mi divertirono come fossero maschere di un’opera buffa. Dalla terrazza della parrocchiale si vedeva tutto il paese, contornato da boschi di conifere che profumavano l’aria di resina, ancora odorosa di pioggia appena passata, le colline ammantate di verde fino allo sbocco della Val Seriana e del lago d’Iseo, verso Lovere. Ad un tratto fui rapito dalla musica, erano le prove del concerto. Lo spettacolo si svolgeva nella Piazza dell’Orologio, uno slargo medievale pittoresco, porticato e pieno di negozi artigianali e un orologio solare e lunare che batteva ogni quarto d’ora. Il palco stava proprio sotto all’orologio, assistetti alle prove sedendomi su una panca di ferro. Il sole tramontava dietro al palco, alle spalle di una cresta di monti fatta a sella che sembrava una porta segreta dove il sole andava a nascondersi. Mi fermai a telefonare sotto il portico e, dietro ad una transenna, sentii la protagonista della serata parlare in inglese con Jekko Jakszyk. Era Alice! Passai quindi di fronte all’ufficio turistico (usato come camerino) e la vidi, ero già contento così. Stavano già scacciando la gente dalla piazza così mi apprestai ad uscire passando dietro al palco, vedendo il batterista Steve Jansen di spalle e tutta la sua collezione di bacchette. Due ragazzi di Milano, accanto a me, furono i primi a vedere Carla venire verso di noi. Uno di loro la salutò e la pregò di autografare tutti i libretti dei cd che aveva con sé. Presi la palla al balzo e andai dietro a loro. Alice stava firmando tutti quei libretti appoggiata al cofano della sua auto. "Non ho la penna!" aveva dichiarato. Ma quel ragazzo ben vestito l’aveva, eccome. Lei teneva in mano un grosso mazzo di chiavi e autografava meccanicamente. "Quanti album che hai! Non ne ho neppure io, alcuni!" disse. "Possibile?" fa lui "E’ sì, questo qua, ad esempio non ce l’ho" rispose Carla, indicando il libretto del suo primo album. "Devo scrivere la dedica in almeno un album?" "Sì, magari!" "Come ti chiami?" "Massimiliano". Io intanto stavo estraendo con non poche difficoltà dal mio marsupio, il libretto di "Mezzogiorno sulle Alpi" e la penna, un po’ mortificato nell’accorgermi di avere con me un solo libretto. La stavo osservando: stivaletti grigi piccolissimi, jeans, camicetta fantasia, un foulard orientaleggiante al collo, quasi come uno scialle, con molte frange a nappa e un paio di occhiali da sole rotondi. Venne finalmente il mio turno. "Io ho portato solo l’ultimo…" "Bravissimo!" mi interruppe, sorridendomi, con uno di quei sorrisi intensi che solo Lei sa fare. "Come ti chiami?" proseguì Alice. "Marino". Normalmente devo ripetere il mio nome più volte prima di farmi capire, lei invece scrisse immediatamente "A Marino, affettuosamente, Alice". Tutta la tensione accumulata durante il viaggio tra alluvioni e insicurezza, era completamente svanita. Ammirai quel libretto autografato per tutta la sera, fino all’inizio del concerto, tenendolo sopra il tavolo mentre mangiavo un enorme pizza. Mi gustai lo spettacolo sotto l’orologio astronomico, con il sole che era già scomparso dietro a quella sella di monti di cui ho già parlato, ma continuava a lanciare i suoi raggi nell’imbrunire. Alle nove l’orologio batté i suoi colpi e, non ho mai saputo se la cosa era combinata o meno, quei rintocchi servirono a dare il via al brano "Lungo ritorno a casa". Steve Jansen prolungò il suono dell’orologio fin quando non comparve Alice sulla scena e intonò "il cielo è ancora chiaro, il sole sta scendendo…". La magia era cominciata. Lo spettacolo filò via veloce andando ad esplorare tutti i brani dell’ultimo album, ricordo ancora i brividi che mi fece provare l’ascolto di "Neve d’aprile", con il piano suonato in puro stile jazz da Stefano Battaglia, o "Luce della sera", stilizzata come un mobiletto giapponese. Ma fu "La recessione" molto applaudita, seguita a ruota, per dare un senso di unione, a "Anìn a gris". E fu qui che la platea si scatenò, nella serata che ormai si era fatta fredda. "Brava io? Voi piuttosto, con questa temperatura!" Ma l’emozione personale la avvertii quando arrivò "Now and forever", con il già citato Jakko Jaksyk ai cori, brano che dal vivo fa sempre un altro effetto. Non era ancora passata questa emozione che iniziò la bellissima "Cieli del nord", con la tromba di Bobo Romani. Naturalmente non posso spiegare cosa provai sul momento, ma solo chi segue e apprezza la musica e la poetica di Alice può capirmi. Il concerto terminò con "Nomadi" (non serve dire altro) e "Il vento caldo dell’estate", suonata in maniera più Jazzata e sensuale del solito con il contrabbasso di Danny Thompson. Fu annunciata come una canzone "vecchissima, che da molti non canto più" e il pubblico, quello più superficiale, si aspettava "Per Elisa", che reclamava già da due ore buone, ma il successo fu assicurato. Me ne andai contento, avrei voluto sentire anche "Laura degli specchi" dopo "Le ragazze di Osaka", oppure il mio brano preferito, "Viali di solitudine", ma certo non si può aver tutto in una sera soltanto. Sono passati sette anni da quella sera, ho visto altri concerti in giro per l’Italia, ma quello di Clusone lo ricordo con particolare nostalgia. E dopo molto pensare ho capito il perché. Quella giornata fu una ricerca in me stesso proprio come molte canzoni di Alice invitano a fare. Un lungo viaggio, arrivando alla meta proprio "alla fine della strada", degli attimi che cercano "rifugio dentro al cuore" donando serenità e abbandono dei sensi. Per non parlare del luogo, "all’imbrunire, sulla collina, tra i filari", "oltre le sottili nebbie della sera" in un giorno d’estate, bagnati da una pioggia giovane.

Alice, grazie ancora per le emozioni che ci regali.

27 09 99 Marino.

"God is my dee-jay" 
27/08/99 Bo-Est'99
inizio spettacolo ore 22:00

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27/08/1999 Bologna
27/08/99 mi arriva un messaggio amico sul cellulare che mi informa che in serata Alice si esibirà in "God is my D.J." la notizia è riportata da "Il resto del Carlino" e la potete leggere sopra dove si possono anche leggere le imprecisioni sulla sua musica e su chi collabora con lei! Lo spettacolo è all'aperto e a Bologna piove ma dopo aver chiamato un'amica, che mi informa del miglioramento delle condizioni del tempo, decidiamo di metterci in cammino, la meta è il concerto! Per la prima volta in vita mia sono felice di non aver visto Alice in concerto perchè avrebbe dovuto cantare "Calling all angels" o un "Pie Jesu" tra tavolini da bar e tavole da ristorante con uno stuzzicante profumo di pesce fritto!
Il concerto è annullato, bene! E mi chiedo se dopo anni di musica meravigliosa è questo che lei si merita, credo proprio di NO! Su chi sta dietro all'organizzazione di Alice (dopo aver lavorato 13 anni in pubblicità) posso solo esprimere un amarissimo NO COMMENT!
... la nota positiva della serata è data da chi ha diviso con me l'amarezza dell'evento e dopo una pizza mandata giù a stento, tra una battuta e l'altra il morale è tornato a livelli accettabili!
Un grazie di cuore a Giulia, Veronica, Marco e Paolo.
giorgia

29/08/1999 Milano
Cercando in Virgilio, indirizzata da Cristina, ho trovato che nella stessa data, 27/08/99 e nello stesso luogo, alla "Salara" era previsto il concerto di "Alix" (mai sentiti)  www.virgilio.it/canali/musica/rockol/concerti/bologna.html se fosse così ne sarei contenta anche se la mia opinione su chi sta dietro all'organizzazione di Alice non cambia, infatti solo di due concerti si è saputo qualcosa in anticipo per potersi organizzare e cioè la data di Cividale, all'interno del Mittelfest e quella organizzatissima di San Benedetto.
Ringrazio, inoltre, se fosse così, "Il resto del Carlino" che mi ha fatto fare 200 km ad andare e 200km a tornare per mangiare una pizza a Bologna (anche a Milano ci sono le pizzerie) ... la compagnia però era comunque ottima e la delusione comunque è stata tanta.
giorgia

31/08/1999 Milano
La risposta de "Il resto del Carlino".
Ci perdoni per l'errore. Capita a chi è costretto a lavorare sempre di corsa
in lotta con il tempo.
Grazie

Il mio commento:
Mi sbagliavo questi sono del soccorso Alpino ... si esagero, però sono ignoranti perchè la funzione dei giornali è quella di informare e poi al concerto non ero l'unica altra gente aspettava il concerto.
Va beh ... sarà per la prossima volta.
Il mio consiglio:
Con il resto del Carlino incartateci le uova!:)

-----Messaggio Originale-----
Da: <t>
A: <direttore@ilrestodelcarlino.it>
Data invio: lunedì 30 agosto 1999 10.48
Oggetto: Richiesta di informazioni


> Richiesta effettuata da:
> Giorgia
> e-mail:  

> Egregio Direttore
> ho letto Venerdi sul suo giornale che nella stessa serata di Venerdi a
Bologna ci sarebbe stato il concerto di Alice e all'ora ho deciso di venire
a Bologna da Milano per vederlo.
> Una volta arrivata il concerto era stato cancellato ma non solo forse non
era neanche Alice.
> So che non bisogna credere a tutto quello che si legge sui giornali, ma
almeno i concerti!
> Mi puo quindi chiarire la notizia riportata dal suo giornale.
> Cordiali saluti
> Giorgia

08/07/99 "il Violino e la Selce".
San Benedetto del Tronto.


17/07/99 al Mittelfest di Cividale del Friuli.

www.regione.fvg.it/mittelfest

30/07/99 a Catania Piazza Massimo in occasione
dell'Estate catanese.
Informazioni: 095/7423216
Biglietteria: 095/314280

(Grazie a Cristina)
31/07/99 a Messina in Piazza Duomo
informazioni:
090/675154 e allo 090/7722393
(Grazie a ... e a Stefano Pezzuto e Cristina )

30 e 31 Luglio 1999 "God is my D.J."
il racconto di chi c'era.
Messina 31 luglio 1999 - Prove
31 luglio 1999 - Cristina
SICILIA E RITORNO IN 24 ORE (O POCO PIU’)

E’ stato tutto così improvviso, tutto così breve, intenso e meraviglioso, che ancora adesso ho l’impressione di aver fatto un bellissimo sogno. Dopo lo splendido concerto di Carla a Cividale una voce interna (piuttosto insistente, devo dire) continuava a ripetermi che non potevo rinunciare ad entrambe le date siciliane (per Catania mi ero già messa il cuore in pace). Fra l’altro non ero mai stata in Sicilia e il pretesto mi sembrava il migliore… Così sabato 31 luglio, dopo una decisione maturata nell’arco di non oltre ventiquattro ore, sull’Intercity Roma-Siracusa delle 8,10 comincia l’avventura. Questa volta non sono sola; il mio compagno di viaggio è Stefano che ringrazio di cuore, anche per aver sopportato senza un lamento il fumo delle mie sigarette (molto denso, data l’emozione che mi dava poter assistere entro breve ad un altro concerto indimenticabile). In un treno affollatissimo, dove le persone si confondono con le valigie accatastate l’una sull’altra, i nostri miseri zainetti rappresentano sicuramente un’originale variazione sul tema "italiani in vacanza, tutti insieme appassionatamente ". L’arrivo a Messina è previsto per le 16,10 ma l’inevitabile ritardo, giustificato anche dalla data del calendario (31 luglio, pieno esodo estivo) ci fa giungere da Lei solo alle 18,00 passate. Che piacevole coincidenza…proprio in tempo per assistere alle prove! Un matrimonio che si celebra all’interno del Duomo di Messina e le campane che suonano ripetutamente ogni quarto d’ora regalano due ore sicuramente fuori dal comune e non prive di note comiche (Carla, sorridendo, canta rivolta agli sposi un frammento di Dammi la mano Amore). Il concerto, che ho potuto godermi da una posizione privilegiata (prima fila), inizia alle 21,30. La splendida Piazza Duomo crea una cornice magica per questa Musica che ancora una volta mi regala le emozioni più forti e indimenticabili. La Voce di Carla mi entra subito nell’anima e mi commuove, si diffonde per la piazza ma non si disperde: ritorna sempre nel cuore. Anche il suono delle campane non è più un elemento di disturbo, ma sembra accompagnare con una sintonia straordinaria quella Musica toccante e suggestiva che Carla fa sua con uno stile perfetto e insieme pieno di calore, umanità e infinita dolcezza. Ore 0,25: Il concerto è finito da un po’. Si riparte per Roma. Sul traghetto diretto a Villa San Giovanni guardo Messina di notte che si fa sempre più lontana. Ma l’emozione è ancora vicina è la sento vibrare dentro. E’ bellissimo! Si perde molto chi non conosce quelle sensazioni opposte ma coincidenti di scuotimento e pace interiore che la Musica di Carla, in modo incantevole, suscita…


Messina 31 luglio 1999 - Prove
7, 8 e 17 Luglio 1999 "God is my D.J."
il racconto di chi c'era.

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8 e 17 luglio 1999 - Cristina
Solo chi ama la Musica di Carla sopra ogni cosa può capirmi se dico che questa sarà per me un’estate indimenticabile. Dopo quel breve, meraviglioso frammento del 5 giugno a Riccione, l’8 luglio sono di nuovo sul piede di partenza. Meta: San Benedetto del Tronto. Le previsioni del tempo non promettono nulla di buono: piogge e temporali su tutte le Marche. Niente di preoccupante se il concerto si svolgesse al chiuso. Ma si tiene in Piazza Bice Piacentini e così per tutto il giorno sto con lo sguardo rivolto ad un cielo sempre più minaccioso. Qualche goccia di pioggia non risparmia gli ultimi minuti delle prove, ma alle 21,30 il buio spegne anche le paure di un temporale imminente e le prime note di Jesus’ blood never failed me yet danno inizio ad un altro concerto da sogno. La sua Musica mi entra nell’anima e vorrei non finisse mai. L’acustica della piazza è ottima e Carla regala ad un pubblico commosso e rapito un’ora e un quarto di emozioni vere e intense. Dalla splendida Calling all angels che la sua voce unica interpreta in modo sublime, fino alla sempre toccante Nomadi. Anche al di fuori di una chiesa, il luogo sicuramente più appropriato per un concerto come God is my d.j., Carla riesce a creare quella magica congiunzione fra cielo e terra, umano e divino, che è poi il fine (perfettamente raggiunto) di questo Concerto che trascina fuori dal tempo, in un’atmosfera immateriale, estatica e rarefatta. Di notte, in albergo, non riesco a dormire. Alle 2,30 si scatena un violento temporale, ma ormai non mi importa più nulla. Ho ancora la sua Musica nella testa e il rumore dei tuoni conferisce ai miei pensieri una nota quasi piacevole. Il giorno dopo piove ancora e fa molto freddo (nonostante sia il 9 luglio). Mi aspetta una giornata avventurosa: a causa degli scioperi ho il primo treno alle 19,10: ma non c’è nulla che mi spaventi. La lunga attesa in stazione è impercettibile rispetto alla vastità dei miei pensieri, sospesi fra il ricordo della notte precedente e l’attesa del prossimo concerto che mi aspetta a Cividale del Friuli il 17 luglio. Il 16 luglio sono dunque nuovamente pronta a partire. Il viaggio è piuttosto tortuoso e scandito da cinque cambi di treno: da Vallerano (dove abito) a Orte, da Orte a Roma, da Roma a Mestre, da Mestre a Udine e, finalmente, da Udine a Cividale. Ma ne vale sicuramente la pena. Il Friuli è una terra splendida e Cividale è a ragione definita "la Perla del Friuli". Un luogo d’incanto dove regnano pace e Silenzio. Faccio mio ogni angolo di questo paese attraversato dal bellissimo e suggestivo Natisone fino al giorno dopo. Il concerto si tiene questa volta all’interno di una chiesa, precisamente della chiesa di San Francesco, la cornice ideale per lo spettacolo di Carla. Tutti i giornali parlano di Lei che ha il grande onore di aprire il Mittelfest, una delle manifestazioni più importanti della Penisola. Nel pomeriggio ho la possibilità di assistere "da lontano" a quasi quattro ore di prove e già comincio a sognare. Il concerto inizia alle 18,30. I biglietti sono tutti esauriti e molte persone in lista d’attesa da molto tempo sono costrette a rimanere fuori (duecento posti in tutto sono veramente troppo pochi!!!!!!!!!!!!!). Lei è straordinaria, come sempre, e il pubblico, pur nella sua compostezza, la premia con applausi intensi e prolungati. Una nota curiosa: quasi alla fine dell’esecuzione di Madre Notte hanno cominciato a suonare le campane: una "voce fuori campo" sicuramente non prevista che, nell’ambito di un concerto di forte intensità mistica, ha regalato un’emozione molto forte. Per parlare del concerto di Carla bisognerebbe inventare parole nuove, che comunque risulterebbero sempre inadeguate. La sua Musica pervade la chiesa per quasi due ore; gli effetti acustici, sicuramente più ovattati e "diffusi" rispetto ad un concerto all’aperto, donano l’impressione di qualcosa di incantevole che giunge quasi da lontano ma che, nello stesso tempo, riesce ad entrarti sotto la pelle (ho avuto i brividi per tutta la durata del concerto). Non dimenticherò mai queste notti magiche, queste vibrazioni uniche, la splendida voce di Carla che è parte integrante della mia vita da ormai diciotto anni. Il 19 luglio alle 22,00, seduta sulla scalinata che si trova di fronte alla stazione di Venezia (dove sto aspettando il treno della notte), con lo sguardo rivolto all’acqua, ai vaporetti e alle gondole, ripenso con nostalgia a questa meravigliosa estate e mi sento felice perché ancora una volta la sua Musica mi ha lasciato un segno indelebile.
Cristina

Dalla solita anonima (una tra le più fortunate che ha visto anche il concerto di Longiano, ndr)
7 luglio
Cronaca di un tour Adriatico.......Non ci ha creduto nessuno , e io ho smesso di insistere. " Davvero è del tutto casualela mia settimana di ferie a Porto Recanati nel periodo in cui Carla è a San Benedetto del Tronto". L’ho ripetuto ad amici e conoscenti che non mi hanno creduta , e cosi’ adesso sono quella " che arriva al punto di andare in ferie dove canta l’Alice ". Per chi non lo sapesse le due località sono pressoche’ adiacenti.. circa... quasi.. cosa saranno poi 80 km, non sottilizziamo!!!! Cosi’ il pomeriggio del 7 luglio stavo in spiaggia assorta nelle mie letture ( consiglio a tutti " l’Alchimista" di Coelho ) quando una telefonata amica mi avvertiva che Carla si sarebbe esibita in "God is my dj" la sera stessa a Longiano, vicino a Cesena. Decidere e partire è stato tutt’uno, perchè non stiamo parlando di un concerto "normale" ma di questo straordinario momento che è assistere a "God is my dj". A Venezia in dicembre prima e un breve assaggio a Riccione in giugno poi, mi avevano lasciato il ricordo di una forte emozione che desideravo rivivere. Il Teatro "Petrella" di Longiano ricorre spesso nei tour di diversi cantanti italiani che lo utilizzano per i periodi di prove e generalmente terminano con una prova generale aperta al pubblico. Le dimensioni sono estremamente ridotte , e proprio per questo si ha la sensazione di essere ad una riunione di famiglia piu’ che in teatro, se a questo aggiungiamo il programma di " God is my dj", è indubbia l’unicità della serata di Longiano. Il programma di "god is my dj" è rispettato dall’inizio alla fine , pressochè nell’ordine di Venezia, la musica avvolge una platea incantata ed eterogenea che inizialmente applaude quasi " sottovoce" ma che dopo "Nomadi" concede piu’ di due minuti ininterrotti di applausi, tanto che una sorridente ma stanchissima Carla torna per ripetere " Calling all angels" non prima di avere ringraziato il pubblico ed il "meraviglioso "teatro . Sapro’ piu tardi che l’evidente stanchezza era dovuta ad ore e ore di prove ininterrotte fin dal mattino. Dopo lo spettacolo diverse persone l’aspettano per salutarla ( siamo tra l’altro ben vicino a Forli’) e le esprimono i piu’’ "svariati " complimenti. Osservo da pochi metri, sei davvero stanca ; non saro’ io a rubare altro tempo al tuo riposo.

8 luglio, pomeriggio.
San Benedetto del Tronto mi accoglie con un traffico caotico e fermo, piu’ che una cittadina di mare per turisti mi sembrano i viali di Bologna alla mattina!! Non riesco a trovare questa Piazza " Bice Piacentini" che immagino di forma circolare con una palma al centro ( è pieno di palme qui!!). Intuito femminile ?? Infatti la piazza è piccola , rettangolare e asimmetrica rispetto l’entrata della chiesa. Si chiama "Paese Alto" questa parte della cittadina piu’ antica e rialzata . Ho la possibilità di assistere alla prove, seduta per terra , per quasi un’ora. Mi sembra che Carla sia serena, ha un fare scherzoso , ma come sempre è molto precisa e meticolosa nella preparazione con continue richieste di modifiche al tecnico mixer. Poi si siede, come si sarebbe seduto un qualsiasi spettatore in platea e rimane a lungo ad osservare il palco. Le note volano nell’aria nel senso letterale dell’espressione!!Infatti un vento insistente sposta e solleva gli spartiti di Carla e dei musicisti ; per la sera compariranno sui leggii utilissime mollette da bucato a fermare tutto!!! Lo spettacolo ha inizio puntualmente ; osservo la meraviglia sui visi dei miei vicini di posto , lo spettacolo è molto particolare. Durante " Il sole nella pioggia " osservo una nuova e marcata gestualità di Carla, assente nei brani precedenti, mentre il vento si alza di intensità ma non disperde le sue parole. All’improvviso sento che la persona li’ a pochi metri , cantando si eleva ad una dimensione diversa e a me sconosciuta, posso solo osservarla perche’ per seguirla nella strada che ha intrappreso forse serviranno molti anni a venire.
Seguiro’ le briciole di pane come Pollicino nella favola ......

17 luglio 1999 - Maria
Dopo una lunga attesa di mesi, finalmente il God is my dj tour approda dalle mie parti. L’occasione è data dal Mittelfest 99, manifestazione che si svolge ogni anno a Cividale del Friuli, e che quest’anno viene aperta proprio dalla performance della nostra mitica Carla. Era da un po’ che non avevo l’occasione di vederla, a parte le partecipazioni a programmi tv, così quando ho letto sui quotidiani locali che il 17 luglio ci sarebbe stato il suo concerto, beh, ho detto "evviva !!!!". Ormai la crisi d’astinenza incominciava a farsi sentire…. Comunque, verso la fine di giugno telefono all’organizzazione del Mittelfest per avere informazioni e conferme sul concerto, mi dicono che i biglietti verranno messi in vendita dal 7 o 8 luglio in poi, e di tenere d’occhio i giornali per maggiori dettagli. Così faccio, aspetto, e giovedì 8 mio fratello fa un giro per Udine alla ricerca dei biglietti, che non trova. Quindi va direttamente a Cividale dove scopre che è tutto esaurito dal primo giorni di vendita…… Crisi di nervi della sottoscritta, che comunque non si perde d’animo e telefono di nuovo all’organizzazione dove un tipo dalla voce calda e suadente mi dà i numeri di telefono delle agenzie di Grado e Trieste. E’ lunedì 12, pomeriggio, incomincio a formare i numeri di telefono di Grado, sono le 15.30 e nessuno risponde. Panico…. Provo Trieste, e nessuno risponde…. Urla. Finalmente alle 16.00 da Grado mi dicono che li hanno tutti prenotati, però di riprovare il giorno dopo, non si sa mai. Proviamo con Trieste, e per fortuna mi rispondono che hanno ancora qualcosa, ma che non prenotano. Così prendo la macchina e via a 130 km/h fino a Trieste, con 40° e senza aria condizionata. Ma nulla mi fermerà, nemmeno il traffico caotico della città, i suoi sensi unici, ed in parcheggi introvabili. Dopo aver trascorso più tempo a cercare il posto che non a percorrere i 70 km per arrivarci, finalmente riesco a scoprire dov’è l’agenzia, mi fiondo e alleluja, ho il voucher per il biglietto…. Finalmente arriva anche il sabato pomeriggio, l’inizio del concerto è previsto per le 18.30, per fortuna i posti sono numerati per cui non serve andare a cuocere sotto il sole ed il caldo afoso troppo tempo prima.  Cividale è una piccola cittadina, in questo periodo chiusa al traffico cittadino perché il Mittelfest prevede manifestazioni per le vie e sulle piazza, per cui parcheggio un po’ fuori e mi incammino per trovare la chiesa giusta. Gironzolo un po’ per le stradine finchè arrivo in una piazzetta dove vedo la macchina della Bissi e mi dico, sono arrivata !!! Alle 18.15 aprono le porte ed entriamo. Il pubblico è piuttosto eterogeneo, età media abbastanza alta, molti signori e signore che non si sarebbero mai visti ad un concerto "normale, ma d’altronde non si tratta proprio di un concerto pop. Con estremo stupore (e gioia) scopro che il mio posto è in 6 fila (quando ero all’agenzia avevo visto la piantina della chiesa all’incontrario e pensavo di essere tra le ultime file) e là in diagonale perfetta c’è il posto dove Lei canterà. Alle 18.40 un buffo ometto comunica che siamo già in ritardo (beh che cosa sono 10 minuti ???), chiede a tutti di sedersi, intima di spegnere (giustamente) i telefonini, minaccia di morte chi scatterà foto con o senza flash senza autorizzazione e chi farà riprese video al di fuori delle tv accreditate. Ma questi sono dettagli e tutti i fans di Alice conoscono. Subito dopo entrano i musicisti, inizia la musica, ed entra Lei. Pantaloni neri, maglietta grigio metalizzata con giacca nera. E nuovo look. Come notavo all’inizio, era un po’ che non la vedevo, e quindi sono rimasta stupita a vederla con la nuova pettinatura, capelli dritti e tirati indietro, ma poi non è che sia così importante. E’ solo che per una vita conosci una persona con un aspetto, e quando cambia ti sembra più strano, tutto lì. A parte queste noticine, i primi brani ti rapiscono immediatamente e il pubblico segue in un silenzio religioso, i primi brani si susseguono senza sosta, ma anche perché c’è il timore di "disturbare" l’atmosfera creatasi. Solo dopo la bella Calling all angels esplode il primo applauso. La chiesa rende un’acustica perfetta, e la voce di Carla è stupenda, forte e calda, perfetta per il repertorio che va a presentare. I brani più conosciuti sono tutti impreziositi da arrangiamenti particolari, e per l’occasione canta due brani cividalesi del XIV secolo… sbagliando entrambi le volte l’intonazione iniziale (ma chi se ne è accorto???). Infatti in entrambi i casi, dopo aver cantato il primo verso si rivolge ridendo verso Michele Fedrigotti e poi riattacca, per poi spiegare sorridendo che a evidentemente non è riuscita ad avere abbastanza tempo per provare i due comunque difficili brani (in latino). E ovviamente l’applauso si fa più fragoroso. Durante i brani strumentali esce di scena, e durante Il Refugee’s Theme prende la strada dell’uscita… per poi ricomparire tra il pubblico lungo il corridoio centrale della chiesa cantando Orleans. Con Orleans finisce la parte più classica ed impegnativa della performance, per passare al repertorio più "leggero" con delle straordinarie versioni di Il cielo sopra il cielo; Il sole nella pioggia, Transito, e per la gioia delle mie orecchie, Dammi la mano amore, che rimane per me una delle sue canzoni più belle in assoluto. Ormai gli applausi arrivano fragori e caldi alla fine di ogni pezzo, lei ringrazia sempre sorridendo, come stupita dal calore e dall’affetto, ma come, non lo sa che noi l’adoriamo ???? E poi Nomadi, e quindi la fine arriva troppo presto, quando ormai ci eravano immersi nell’atmosfera da sogno creata dal repertorio presentato. Ma chi ha il coraggio di lasciarla andare via così velocemente? Ed infatti arrivano anche i bis, prima, per farsi perdonare (non ce n’era bisogno) quanto successo prima, ci dice che tenterà di rifare i codici cividalesi senza sbagliare l’attacco. Ed ovviamente non sbaglia. Per ultimo ripropone il brano Calling all angels (a quel punto per me poteva anche rincominciare tutto da capo). Purtroppo però il concerto è giunto alla sua vera fine, le luci si riaccendono e la gente inizia ad alzarsi. Vedo volti soddisfatti, e non c’è da stupirsi. Mai come in questa occasione credo che Carla abbia dato veramente prova di quale artista sia, e la perfezione delle esecuzioni fa capire il lavoro certosino che vi è stato. Un ovvio plauso anche ai bravissimi musicisti. Ed anche se lo spazio delle chiese può risultare angusto e non soddisfare le esigenze numeriche del pubblico, bisogna però dire che la resa acustica è straordinaria, come probabilmente non succederebbe in uno spazio diverso. Alla prossima occasione, quindi, spero quanto prima possibile, perché non so per voi, ma per me la musica di Alice è di vitale importanza….

Maria

8 luglio 1999 ore 00:30 - Giorgia
Serata assolutamente fantastica!
Le note e soprattutto la voce di questa straordinaria cantante sono nel vento e sono passate nel mio cuore e sicuramente nel cuore di Giulia (che con immenso piacere ho finalmente conosciuto), di Cristina (euforica nelle e-mail e travolgente di persona) e di tutte quelle persone che godendo d' immensa fortuna erano tra quelle 400 (circa) che hanno seguito la serata. Alice è stata, come sempre in concerto, fantastica oserei dire mitica (ma è un termine che usano le fan ... e io non lo sono!), la sua voce stupisce e con piacere ho riascoltato "Pie Jesu", "Nomadi", "Il sole nella pioggia" ecc ecc ... e tra una nota e l'altra il tempo vola e in un lampo vedo Alice avvolta tra molte persone salire sulla sua auto e fuggire via (credo molto stanca). Ha sicuramente ragione Giulia quando dice che è difficile dire a parole o scrivere delle emozioni che questa straordinaria persona può dare a chi l'ascolta, quindi l'unica cosa che posso scrivere è che chi non c'era si è perso qualcosa di straordinario che io mi sono goduta dall'inizio alla fine ... e oltre!
giorgia


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25/6/99 "Luce per la Poesia"
Centrale Enel di Fusina
Malcontenta "Centrale Enel" il racconto di chi c'era.

Malcontenta (Venezia) 25 Giugno1999.
"Già il nome del luogo dovrebbe dissuadermi dall'intrapprendere questo viaggio " pensavo tra me e me nel pomeriggio di venerdi' mentre concludevo l'ultimo impegno di lavoro. Non era poi di conforto Isoradio che mi informava di code chilometriche sulla A13 in nord, tratto inevitabile partendo da Bologna. Date le mie scarse conoscenze informatiche, avevo escluso di essere in grado di
scaricare ed utilizzare RealPlayer in tempo utile per la sera.......Non restava altro da fare che partire. In perfetta solitudine, come per ogni Viaggio. La centrale Enel è una cattedrale nel deserto ; dopo chilometri di campagna senza indicazioni , è apparsa come un miraggio in un misto di luci e torri. Una folla in movimento mi ha indicato l'accesso all'ambiente dove si sarebbe svolta
la serata. Mi sono cosi' trovata all'interno di un grandissimo edificio dove tra tubi, macchine e turbine, era stato ricavato un palco. Per chi ha visto la serata in rete, non so come sia stato l'effetto; sul posto era molto suggestiva l'ambientazione e l'effetto che
rimandavano le luci proiettate sui macchinari. Alle 21.45 ha avuto inizio la serata, dopo la presentazione da parte del Direttore del Centro di Poesia Contemporanea dell'Università di Bologna Davide Rondoni. L'idea è stata quella di portare la poesia, coniugandola con le possibilità scenografiche offerte dalla luce, dentro le centrali elettriche . La serata di venerdi' era l'ultima di sei appuntamenti dal titolo "Le luci del tempo"ed il filo conduttore dei testi era appunto quello della luce e del tempo.
Non mi dilunghero' oltre sul programma , che si puo' vedere nel sito www.enel.it.

La voce di Carla che legge i versi di Pound o Lagerkvist , non è possibile spiegarla a parole, auguro a tutti di avere modo si sentirla un giorno. Credo che davvero nessuna forma di espressione sia preclusa a Carla soprattutto perchè in cio' che fa dimostra sempre
grande preparazione , certamente frutto di un lavoro di studio approfondito.
Buon lavoro Carla, per le meraviglie di oggi e per tutto quello che sara' domani.
Ciao
(mi è arrivato via e-mail senza firma e così l'ho messo in rete).

5/6/99 "God is my dee-jay"
a Riccione il racconto di chi c'era.
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Il racconto di Cristina

Mai come quando devo parlare di Carla mi accorgo di quanto le parole siano insufficienti a descrivere qualcosa che è pura emozione, dunque non raccontabile. Ma ci proverò ugualmente.
L’insufficienza delle parole è la prima cosa che mi ha colpita il 5 giugno a Riccione quando, nel pomeriggio, ho incontrato Lei per strada. Avrei voluto fermarla per dirle tante cose, ma ho avuto il coraggio di farlo solo di fronte al Palazzo del Turismo (dove qualche ora dopo si sarebbe tenuto il concerto); dunque non c’era più molto tempo e, soprattutto, non sapevo più cosa dire. Così, con un filo di voce, mi sono limitata a chiederle le date di San Benedetto del Tronto e di Cividale.
Le prove sono iniziate verso le 18:00 e sono durate quasi due ore: ennesima conferma della professionalità e del perfezionismo di Carla che ha poi fatto circa mezz’ora di concerto.
Seduta sui gradini del Palazzo del Turismo (forse qualcuno si sarà domandato cosa stesse facendo quella scema – che poi sarei io) ho ascoltato quel poco che mi giungeva all’orecchio delle prove. In realtà non si sentiva quasi niente, ma questo per me aveva poca importanza; mi bastava sapere che oltre una parete c’era Lei che cantava.
Il concerto è iniziato verso le 23:15. Il palco era molto sobrio, solo poche luci, come ultimamente avviene ai concerti di Carla. Ma quel buio voluto è stato illuminato da 30 minuti (troppo pochi) di musica straordinaria, come sempre del resto.
Mi accorgo di come mi risulti difficile commentare la musica che non ha bisogno di alcun commento: va semplicemente ascoltata ed amata. Vorrei però spendere due parole per la meravigliosa interpretazione dell’Oceano di Silenzio di Franco Battiato. Con quel passaggio straordinario da tonalità vocali molto basse a quelle liriche Alice mi ha regalato un’emozione indimenticabile.
Ed è con quelle note nella testa e nel cuore che già mi proietto alle prossime date del tour (della serie: con Lei ovunque).
Vorrei concludere con un saluto carissimo a Giulia, Antonella, Marco e alle altre ragazze che ho conosciuto a Riccione e delle quali ora (scusatemi) non ricordo i nomi.
Ciao Cristina


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TORNA SOPRA

Sabato 5 Giugno.
Mi sono preparata alla serata ; si d'accordo che ci sarà Carla, pero' si tratta del Premio Ilaria Alpi.
Questo nome mi ricorda subito la giornalista assassinata a Mogadiscio e poi? E poi piu' nulla, perchè come ho modo di apprendere nel corso della serata, il processo che si sta celebrando è totalmente ignorato dalla stampa italiana. Volutamente ignorato. Personalmente ritengo che il  momento piu' sentito della serata, nonostante la presenza di Carla, sia  stata la dichiarazione dei genitori di  Ilaria che di fronte ad una esterefatta Federica Sciarelli (T3) hanno apertamente accusato i giornalisti presenti di ignorare il processo , probabilmente per ordini superiori. Forse non conosceremo mai le responsabilità italiane in questa vicenda. L'ennesimo mistero italiano.
Dopo la presentazione dei servizi premiati dalla giuria, verso le 23.15, Carla ha fatto il suo ingresso accompagnata dagli stessi musicisti di dicembre. L'acustica della sala e l'impianto lasciavano un po' a desiderare, meglio nelle chiese. Ha cantato per 25/.30 minuti,  tra l'altro  "l'ombra della luce",   " dammi la mano amore" "nomadi" . Ha dedicato   "nomadi " a tutte le persone in viaggio ricordando Ilaria Alpi. La sala era tutta piena e l'applauso finale è stato molto prolungato, lei ha ricambiato con uno dei suoi sorrisi piu' belli.
E' sempre molto bello vederla, salutarla ed essere dovè lei è, pero' il tema della serata era piu' importante sono contenta di essere stata presente e aver potuto applaudire esprimendo la mia solidarietà alle affermazioni dei genitori di Ilaria. A titolo informativo: il T3 regionale ieri ha realizzato un servizio sulla serata omettendo l'intervista sul palco ai genitori e non nominando neppure la presenza di Carla (... giornalisti!).
Per ora è tutto.
Ciao
(mi è arrivato via e-mail senza firma e così l'ho messo in rete).

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TORNA SOPRA

Premio
Giornalistico
Televisivo
V EDIZIONE 1999

Sabato 5 giugno 1999 ore 21
Palazzo del Turismo Riccione

V edizione Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi
Premiazione e spettacolo con TeatroPer e la speciale partecipazione
di Alice con il suo ultimo spettacolo God is my dee-jay.

Presenta la serata Federica Sciarelli

Regia di Pasquale D'Alessio.

 

 

Dal  "Corriere di Romagna"   di venerdi' scorso :
"  Alice al premio Ilaria Alpi " !!!!!!
"La sera del 5 giugno propone "God is my dj" nell'ambito della
serata finale del premio "Ilaria Alpi " a Riccione, teatro del Turismo.

(Notizia raccolta da Giulia via e-mail)

 

Luglio - Agosto: prevista la ripresa dei concerti "God is my D.J."

(Alice in "SanRemo Rock" Giulia via e-mail)

 

9 aprile 1999

Gommalacca Tour - Recensione tappa al Forum di Assago
Estratto da it.fan.musica.battiato. Data: 10/04/1999


Autore: Marco P


QUESTA E' UNA RECENSIONE DEL CONCERTO CHE BATTIATO HA TENUTO IL 9/4/99 AD ASSAGO (MI).
ATTENZIONE: CHI PARTECIPERÀ AI PROSSIMI CONCERTI E NON VUOLE AVERE ANTICIPAZIONI, NON LEGGA IL SEGUITO


Ieri sera ho assistito alla prima ufficiale del tour di Franco al Forum di Assago (Mi) (da una posizione decisamente privilegiata: parterre, quarta fila). Un Battiato che definirei a dir poco "scoppiettante" si è esibito in uno spettacolo di due ore esatte, senza interruzioni, in un Forum praticamente pieno o quasi. Non saprei esprimermi esattamente sui numeri (non ho certo contato gli spettatori ...), però mi sembra che la "densità" di pubblico fosse più o meno ai livelli di due anni fa ("L'imboscata Tour 1997"), quando i giornali parlarono di settemila presenze.
Lo spettacolo si apre con Battiato steso su un letto in movimento, che via via appare alla vista, da dietro tendoni mobili semitrasparenti che lasciano intravedere ma non vedere. Canta "Fornicazione". La scena è surreale e di grande impatto. La band ai lati, lo spettacolo al centro.
Durante il concerto, Sgalambro appare più volte qua e là, come un fantasma. A leggere testi filosofici, da fermo e su una poltrona mobile. O a esortare Battiato "a rimandare il suicidio". O a guidare una barca in un mare fatto di effetti ottici, recitando l'inizio di "Shakleton". O a fare da spalla a Franco in una canzone degli anni '70. O ...
Sui tendoni saliscendi si proiettano immagini, luci, ombre, a creare emozioni. Come due anni fa. Più di due anni fa. Nella prima parte (dedicata per lo più a "Gommalacca") Battiato si cambia magicamente più volte d'abito, tra una canzone e l'altra. Per creare atmosfere. Per suscitare sensazioni. Canta tutte le canzoni di Gommalacca, tranne "La preda" e "Shakleton" (come detto, solo accennata da Sgalambro). In alcune è accompagnato dalla danzatrice e coreografa cinese Li Rong Mei (quella di San Remo, per intenderci). Cornice stupenda, che rende ancor più magiche le atmosfere di "Shock in my town" e "Il mantello e la spiga". Ma canta anche "Breve invito a rinviare il suicidio", "Caffè de la Paix", "Strani giorni", "La cura". E "Summer on a solitary beach", steso su una sedia a sdraio, ora sotto il sole illusorio delle luci gialle, ora immerso in un mare in cui "voglio annegare". E poi ...
Non mancano delle vere "chicche". Due canzoni anni 70 mai apparse in un album e quindi praticamente inedite. Una di queste è "Paranoia" che, dice, "ho scritto trent'anni fa e ha battuto un primato: è rimasta per più di un anno in testa alla classifica delle canzoni più brutte". Demenziale. Semplicemente stupenda. E poi "Stage door", in una versione molto rock decisamente diversa da quella che appare nel singolo "Il ballo del potere". E poi "No U Turn", dalla sperimentazione. E poi le stupende "Mesopotamia" e "E ti vengo a cercare". E poi ...


Poi si passa via via agli altri successi. Accenna "I treni di Tozeur", ma a un certo punto si interrompe e dice: "No, no, scusate un momento, fermi". Il pubblico rimane di stucco. "Lo so che non è bello senza esserci prima messi d'accordo, però ... tra il pubblico c'è Alice ... non approfittarne mi sembrerebbe ... Perché non proviamo a chiamarla?". La scena è di quelle da ricordare. Tutto il pubblico (della platea) che si alza e si volta indietro, cercando di scorgere Alice. Un coro di incitazione che cresce sempre più, esortandola a salire sul palco. La cosa sembra veramente improvvisata. Pensavi di assistere tranquilla al suo spettacolo e guarda che bello scherzo ti ha giocato Franco! Circondata dal servizio di sicurezza, riesce a raggiungere il palco. Baci e abbracci. Il tempo di sistemare il microfono e il duetto inizia. Come quindici anni fa. Straordinario.


E inizia la "fase 3". Franco esorta ad "abbandonare la valeriana" e ad "aprire le danze". E via con "Voglio vederti danzare". Buona parte del pubblico inizia ad alzarsi. Nascono anche momenti di tensione molto seria tra il servizio di sicurezza e qualche esagitato che vuole a tutti i costi raggiungere il palco (è la prima volta che mi capita di vedere scene di questo tipo; nonostante questo sia il quinto concerto di Battiato in dieci anni a cui assisto). E quindi "L'era del cinghiale bianco", saltando "la solita sceneggiata in cui io esco e voi gridate bis !". Che comunque poi non manca. Le luci si spengono, i musicisti spariscono. Il pubblico urla in coro: "Franco, Franco, ...". E Franco, come da copione, torna. Per regalare ad un pubblico sempre più su di giri "Sentimiento nuevo", "Bandiera bianca", "Cuccuruccucu" e, infine, "Centro di gravità permanente", che conclude il concerto, con una borsa di acqua calda che appare sui tendoni e i titoli di coda che scorrono: "Con la partecipazione di Manlio Sgalambro, Impianto scenico: Luca Volpatti, ...". Unica nota critica sul concerto: in alcuni casi si è sentita una certa povertà strumentale: mancavano gli archi e i fiati, presenti invece due anni fa.
Una curiosità. Tra il pubblico, in terza fila, c'era Carla Fracci. Segno evidente che Battiato ha estimatori anche tra gli artisti "classici". In conclusione: grazie Battiato. Grazie di averci ancora una volta stupito. Grazie di essere stato ancora una volta grande. Grazie di averci ancora una volta regalato emozioni.


Marco P

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